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martedì 28 agosto 2012

Il primo luglio abbiamo trovato l'ufficio vuoto.

I colleghi dell'appalto postale di Avellino non se la passano bene. Bruno manda a Truppedappalto una lettera, che vi ripropongo integralmente, che non saprei spiegare meglio di lui la situazione.
Buona lettura, e in bocca al lupo a tutti voi. E noi.


Caro Riccardo, 
leggo solo ora questa mail, scusa se non ho risposto prima.
Credo che tu ti riferisca al mio commento in cui dico che non prendiamo stipendio da marzo e non si vede via d'uscita: beh, siamo ancora nella stessa situazione.
La società non ci è mai stata accanto, anzi! Ha cominciato a non pagare le tredicesime e le quattordicesime mensilità già da due anni a questa parte, cumulando così mensilità aggiuntive non godute. Abbiamo fatto azione legale tramite il sindacato e azione con l'Ispettorato del Lavoro e a seguito di ciò da marzo le Poste hanno congelato i pagamenti alla società, che come proposta risolutiva della vertenza ha dato solo che noi rinunciassimo al pregresso, pagassimo le spese legali e accettassimo i contratti di solidarietà. Ovviamente questo non era pensabile, sicché da marzo niente più soldi, né si riescono a sbloccare i fondi congelati dall'ente Poste. La CGIL sta muovendosi a livello nazionale in tal senso, ma con tempi biblici: chissà se a fine anno avremo qualche soldo, nel frattempo c'è gente monoreddito e con figli che da 6 mesi non ha di che tirare a campare. Nel frattempo fino a giugno abbiamo consegnato le raccomandate. Al primo luglio, abbiamo trovato l'ufficio vuoto ma nessuna comunicazione ufficiale sulla nostra sorte ci è stata data. 
Abbiamo dovuto attendere al 23 luglio per un  incontro tra sindacati e confindustria, incontro finito con un nulla di fatto perché la società dice di non avere i requisiti per la cassa integrazione e propone la mobilità direttamente, mentre noi chiediamo di rimanere in cassa integrazione a tutela del diritto ad essere assunti dalla nuova società che eventualmente prenda il servizio. Nessuno sa dirci se in mobilità avremmo ancora questo diritto. Peraltro, la società per cui lavoravamo parla di messa in mobilità di tutti e 20 i dipendenti, ma non di cessazione di attività. Insomma un guazzabuglio in cui sembra non capirci nulla nessuno.
Ad ogni modo dal 23 luglio è tutto fermo. anche a causa delle ferie estive.
In queste situazioni circolano solo voci di corridoio, una peggiore dell'altra. Di fatto noi siamo ancora qui, senza un soldo, in teoria ancora in carico alla Celere, ma senza sapere come andrà. 
Se di questa mail vuoi farne un post sul blog mi farà piacere, per avere un confronto e vedere se siamo gli unici in questa situazione.
Grazie della solidartietà e a presto.
Bruno