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venerdì 14 dicembre 2012

Un ponte tra Napoli e Pistoia


Reim-POSTA-re il futuro è stato un dibattito, un incontro politico. Dove Pd, Idv, lavoratori, sindacato, si sono confrontati, trovando voce unanime.
E' stata una cena, tutti insieme, senza troppe leziosità, per la voglia di stare assieme e muovere passi simili sulla strada. Tre grandi tavoli, ad unire tutti.
E' stata una serata di musica e spettacolo, di altissimo grado.
Ma soprattutto è stato un modo per dire che i diritti non si calpestano. E' stata una barricata alzata contro il vergognoso comportamento di un quadro dirigente miope, che dividendo i lavoratori crede di ottenere forza e profitto. E invece ottiene il contrario. Frammentati in decine e decine di città e territori differenti, i lavoratori dell'appalto postale stanno scrivendo una bellissima pagina di solidarietà.
Due colleghi di Napoli dipendenti dell’Agenzia Ligra, Salvatore Ferola ed Enzo Vannella, erano presenti a Pistoia il 6 dicembre, li ringraziamo anche qui, adesso. Due persone che si sono prese la briga di fare un viaggio lungo per aggiungere altre voci indignate al coro di voci, rappresentando unione, reciproca solidarietà e senso di condivisione di intenti.I lavoratori dell'appalto postale stanno tutti insieme remando contro le differenze imposte dai "divide et impera", ricordando a tutti che tutti insieme siamo abbastanza forti da far valere i nostri diritti e che al momento ci hanno tolto il lavoro ma non la dignità e la forza di andare avanti e combattere fino in fondo.
Grazie ragazzi, grazie Napoli.

lunedì 10 dicembre 2012

Passera ha sbagliato, e le Poste hanno fatto solo il proprio tornaconto

                                                 (Reim-POSTA-re il futuro, 6/12/2012) 
Enrico Ceccotti, responsabile nazionale PD per le politiche industriali e iniziative attività in crisi, esprime in modo concreto il punto di vista del Partito Democratico per quel che riguarda la vicenda dei lavoratori dell'appalto postale. E' mancata una politica di infrastrutture statali, e le Poste hanno fatto il proprio tornaconto, ma non possono non farsi carico del problema degli appalti postali. Le Poste devono prendersi carico del problema cominciando a riorganizzare le professionalità interne ed esterne, innovando, sviluppando. L'indotto non può essere lasciato a se stesso, deve essere riqualificato dall'azienda madre stessa. Il Pd sfida le Poste su questo territorio, su questo percorso, perchè l'atteggiamento non può essere quello del massimo profitto, che altro non fa che danneggiare l'economia italiana. Passera ha sbagliato, ha rinunciato ad una vera politica di sviluppo.

sabato 24 novembre 2012

Ci sarebbe ancora tanto da dire...

Ecco la nostra fugace apparizione a L'Ultima Parola. Scorrete fino al minuto 46 e la troverete, se non avete tempo o voglia di seguire tutta la puntata. Ci sarebbe stato molto altro da dire, ma i tempi della trasmissione non lo consentono. Tuttavia credo che l'importante sia che si parli, finalmente, di noi: vertenza nazionale di 2000 persone, sbattute in strada da una politica crudele e miope di tagli. Buona visione.

martedì 9 ottobre 2012

La dignità non è negoziabile: Moni Ovadia



"Io vorrei esprimere prima di tutto solidarietà a voi lavoratori dell'appalto postale, per ciò che vi sta accadendo, per il cinismo con cui le vostre vite vengono disprezzate, considerate irrilevanti ai fini della gestione di una azienda che dovrebbe avere come prima cura i propri dipendenti. Come diceva un grande liberale: Luigi Einaudi, e non Karl Marx". Moni Ovadia si schiera con le truppe d'appalto e lo fa con tutte le sue forze, con tutta l'energia della sua solidarietà. Insegnandoci che dobbiamo resistere e non accettare la bieca privazione della dignità che i "padroni" (visto che gli imprenditori sono ben altri) considerano un valore negoziabile. Buona visione.

martedì 25 settembre 2012

Claudia Gerini è con le truppe d'appalto!

Claudia Gerini si schiera con le truppe d'appalto, associando la sua voce a quella di 2000 lavoratori in cassa integrazione. La loro voce diventa sempre più forte, la rete è una enorme cassa di risonanza, la protesta cresce e sale di volume: grazie di cuore, Claudia! La più grande protesta 2.0 mai nata in Italia va avanti!

mercoledì 19 settembre 2012

La bandiera rossa e nera di Teledurruti sventola dalla nostra parte



Teledurruti, il marchese Fulvio Abbate. Su Teledurruti, la televisione monolocale si parla delle truppe d'appalto, dei lavoratori dell'appalto postale, lasciati orfani di lavoro nell'ingiusto silenzio del mondo.
"Ad essere rigorosi, io i postini dovrei anche odiarli. Anni fa ero innamorato di una ragazza, ci scrivevamo delle lettere, le sue non arrivavano mai (...) odio il postino ancora adesso di un odio che si nutre di una fiamma che neanche quella del milite ignoto. Ma c'è qualcosa che va al di là ed è il dovere di solidarietà (...)Pare che il mondo si sia dimenticato di loro. Dietro ogni postino che noi dobbiamo immaginare con il suo giusto cuore giallo, ci sta una storia personale. Noi non sappiamo se segretamente il postino giunto a casa non stia scrivendo il capolavoro del secolo in corso, ma anche se fosse l'ultimo dei cretini, l'ultimo degli imbecilli, avremo ugualmente il dovere di schierarci dalla sua parte (...) Il marchese Fulvio Abbate dichiara che la bandiera rossa e nera di Teledurruti in questo momento sventola dalla parte di questi lavoratori (...) che si ritrovano per essere definitivamente mandati a fare in culo da questi "signori" che decidono il destino di te e di quell'altro. Siamo con voi cari amici, vi auguriamo di tornare a sorridere presto contenti e perfino di rincretinirvi davanti alla televisione di merda di questi anni. Il Lavoro è un diritto (...)"

Grazie Fulvio, della schiettezza, delle parole vere e della bandiera di Teledurruti al nostro fianco. Il lavoro è un diritto, grazie di averlo ricordato, grazie di aver parlato di noi, e delle vicende che ci sovrastano ("questi signori"), delle nostre difficoltà, e di averci aiutato a scavalcare il muro del silenzio, anche quest'oggi.
Grazie di cuore al marchese Fulvio Abbate e alla mitica Teldurruti.