siamo lavoratori dell'appalto postale e qui ci raccontiamo per difendere il nostro diritto al lavoro
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mercoledì 19 settembre 2012
La bandiera rossa e nera di Teledurruti sventola dalla nostra parte
Teledurruti, il marchese Fulvio Abbate. Su Teledurruti, la televisione monolocale si parla delle truppe d'appalto, dei lavoratori dell'appalto postale, lasciati orfani di lavoro nell'ingiusto silenzio del mondo.
"Ad essere rigorosi, io i postini dovrei anche odiarli. Anni fa ero innamorato di una ragazza, ci scrivevamo delle lettere, le sue non arrivavano mai (...) odio il postino ancora adesso di un odio che si nutre di una fiamma che neanche quella del milite ignoto. Ma c'è qualcosa che va al di là ed è il dovere di solidarietà (...)Pare che il mondo si sia dimenticato di loro. Dietro ogni postino che noi dobbiamo immaginare con il suo giusto cuore giallo, ci sta una storia personale. Noi non sappiamo se segretamente il postino giunto a casa non stia scrivendo il capolavoro del secolo in corso, ma anche se fosse l'ultimo dei cretini, l'ultimo degli imbecilli, avremo ugualmente il dovere di schierarci dalla sua parte (...) Il marchese Fulvio Abbate dichiara che la bandiera rossa e nera di Teledurruti in questo momento sventola dalla parte di questi lavoratori (...) che si ritrovano per essere definitivamente mandati a fare in culo da questi "signori" che decidono il destino di te e di quell'altro. Siamo con voi cari amici, vi auguriamo di tornare a sorridere presto contenti e perfino di rincretinirvi davanti alla televisione di merda di questi anni. Il Lavoro è un diritto (...)"
Grazie Fulvio, della schiettezza, delle parole vere e della bandiera di Teledurruti al nostro fianco. Il lavoro è un diritto, grazie di averlo ricordato, grazie di aver parlato di noi, e delle vicende che ci sovrastano ("questi signori"), delle nostre difficoltà, e di averci aiutato a scavalcare il muro del silenzio, anche quest'oggi.
Grazie di cuore al marchese Fulvio Abbate e alla mitica Teldurruti.
giovedì 21 giugno 2012
Elenco delle cose che farò da cassintegrato - MIrko
Dal 1 di luglio saremo in cassa integrazione. Perderemo il lavoro, grazie a una manovra bieca e insensata di Poste Italiane, perderemo il lavoro e molto altro. Guardate, ascoltate e dateci voce. Magari firmando l'appello contro il nostro licenziamento: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/
venerdì 15 giugno 2012
La raccolta firme va avanti!
La raccolta firme continua! Dopo aver raccolto il sostegno di molte celebrità continuiamo a cercare l'appoggio delle persone: se non hai ancora firmato, lascia il tuo nome e la tua mail a questo link: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/ è importantissimo!
3000 persone rischiano di perdere il posto di lavoro, e solo, solamente, per colpa di una politica dei tagli bieca e cieca. I dipendenti degli appalti postali si vedono negato un futuro, un lavoro, lo stesso che da anni stavano difendendo con esperienza, affidabilità, precisione e professionalità.
Poste taglia un ramo verde e rigoglioso, senza addurre alcuna motivazione.
La tua firma può aiutarci a difendere la nostra causa, la tua firma può aiutarci a rendere manifesta una ingiustizia. Firma anche tu qui: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/
Grazie
mercoledì 13 giugno 2012
Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto non c'è poste pay
In quattro semplici passi, o forse meno, ci mandano a casa. E noi non nasciamo digitali e nemmeno arriviamo cartacei. Siamo fatti di ciccia, e proprio per questo il nostro posto di lavoro (avete presente, quella cosa che in questa società è semplicemente indispensabile) meriterebbe qualche parola in più.
Anzi.
QUALCHE PAROLA.
Perchè da parte di Poste tutto tace, come se non ci fosse niente da dire, come se la partita fosse chiusa o nemmeno fosse stata aperta. I problemi sono ancora tutti lì, da risolvere, a partire da quelli loro, interni, organizzativi, e verranno risolti a colpi di interinali, lavoratori stagionali e quant'altro di peggiore possa aver tirato fuori il codice del lavoro negli ultimi decenni.
La contrattazione aperta da Poste per un mese, congelando i bandi per dare più agio agli incontri tra parti, si è rivelata una presa per il culo. Non lo dico riferendomi al sindacato, confidando e credendo davvero che abbiano fatto e stiano facendo tutto il possibile, ma alla dirigenza di Poste. Sarmi stesso aveva indicato il 15 come fine della contrattazione, e ad oggi viene detto che il 15 non ci saranno comunicati di nessun tipo. Come se nulla fosse.
Anche noi siamo sempre qui. Ci sono cose che non si possono comprare, e tra queste c'è il lavoro. E per tutto il resto non ci sono nè master card, nè Poste pay.
Anche la nostra dedizione al lavoro, anche il nostro impegno, anche la nostra esperienza, anche la nostra deontologia (per quanto la nostra non sia strettamente una "professione") sono cose che non si possono comprare, per quanto vale.
E tuttavia qui restiamo, convinti che quel posto di lavoro sia nostro, che ci spettino delle risposte da parte dal gruppo Poste Italiane, che non sia possibile far volgere il mondo del servizio postale al disservizio totale dove sta per essere pilotato.
Firmate con il vostro nome il vostro sostegno, aiutateci ed aiutatevi, difendiamoci insieme da chi vuole negare una rete indispensabile di servizi fornendo un disservizio con il silenzio dello stato. Firmate questo appello: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/
mercoledì 6 giugno 2012
Repubblica e il tortuoso viaggio negli inferi postali
Su Repubblica.it è stato pubblicato questo articolo in cui si segnalano i vari disservizi che Poste reca ai cittadini, e alcune semplificazioni che gli stessi suggerirebbero. E se è vero che Poste è lontanissima dal servizio desiderato dai cittadini, è altrettanto vero che quest'ultimi sono lontanissimi dal percepire la realtà dei fatti.
Con umiltà e capo cosparso di cenere ho provato a rispondere ed integrare quell'articolo così:
Gentilissimi di Repubblica,
gentilissima Piera Matteucci,
inizio col dare per scontato che la nostra sia una realtà vivace, in movimento, e che internet possa colmare alcune lacune del servizio postale, come essere ben più veloce. Credo che in futuro non saranno solamente i proprietari di partita iva ad usare la Posta elettronica certificata, e che l'uso della rete sarà sempre più ampio.
Tuttavia ad oggi il servizio postale è e rimane indispensabile, per recapitare bollette, per recapitare avvisi, telegrammi, documenti a firma e quant'altro per tutti coloro che non posseggono una casella Pec. Non è pensabile ad oggi che Enel fatturi ai suoi clienti tramite Pec, poichè raggiungerebbe una percentuale infinitesimale della sua utenza.
Permangono, quindi, nell'attuale, i problemi da risolvere, i "disservizi", in attesa che la nazione si evolva a ritmo di clic, e, come tra poco svelerò, i problemi aumenteranno in maniera esponenziale nel giro di nemmeno un mese.
Mi presento: sono un lavoratore degli appalti postali. Poste Italiane dal 1999, quando era ancora Ad Corrado Passera, indice gare d'appalto con cui esternalizza alcuni servizi come, ad esempio, il recapito delle raccomandate, o le linee "dedicate" (consegna di tutta la posta a grandi condomini o utenze pubbliche come Inps o Inail e altri lavori interni).
Essendo partner di Poste Italiane le agenzie per cui lavoriamo, io ed i miei colleghi (più di 3000 in tutta Italia), siamo controllati severamente da Poste Italiane nel pieno della nostra efficienza. Raramente nel nostro quotidiano ci sono consegne errate o diluite in archi di tempo maggiori di tre giorni. Siamo un servizio privatizzato efficiente, che funziona, come certificato da Poste stessa.
Purtroppo, dal 1 luglio, circa 2000 di noi perderanno il posto di lavoro perchè nel 2012, anno di scadenza dell'ultimo appalto, Poste ha deciso di NON bandire il 60% delle gare precedentemente assegnate, e di ridurre la quota di fatturato nel restante 40%. In pratica Poste Italiane reinternalizzerà il 60% del lavoro che aveva assegnato a ditte esterne, per poi ripartirlo tra i suoi attuali dipendenti. Non sono segnalati o tangibili futuri investimenti di Poste in strutture, formazione, o assunzioni: tangibili sono solamente i tagli interni ed esterni, tesi ad ottimizzare ancora di più i profitti di un'azienda in continua crescita (846 milioni di utile nell'ultimo anno, trend in continua crescita).
La domanda è: come faranno i nostri colleghi portalettere, che già ad oggi faticano a coprire le zone assegnate, a consegnare per tempo tutta la corrispondenza, a caricarsi di ulteriore lavoro?
Se già ad oggi il servizio non funziona, e ne è prova questo vostro servizio, come le 323 interrogazioni parlamentari presentate lo scorso anno per segnalare il malfunzionamento di Poste, come potrà funzionare con 2000 persone in meno?
La risposta è ovvia: funzionerà in maniera ancora peggiore, e a farne le spese saremo noi, dipendenti "figli di nessuno", e voi, che troverete nella cassetta delle lettere bollette scadute, che perderete ore per inseguire una raccomandata, che farete code agli sportelli ancora più lunghe e stressanti.
Per cui vi segnalo la nostra lotta: abbiamo realizzato un blog, Truppedappalto, in cui raccontiamo le nostre azioni, sostenuti da il Popolo Viola, dal tg3, da Informare per Resistere, da Articolo 21 e da L'isola dei cassintegrati. Abbiamo pubblicato un video che è stato visitato moltissime volte, e stiamo raccogliendo le firme per scongiurare la fine del nostro lavoro (firmate anche voi! Vi riguarda in primis!). La raccolta firme è ospitata da Articolo 21 qui:http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/ e tra i nostri testimonial, tra le firme, potrete trovare Franca Rame, Mauro Biani, Vittorio Agnoletto, Debora Serracchiani, Paolo Ferrero, Ermete Realacci, il Trio Medusa ed alcuni deputati come l'on. Codurelli. In parlamento il gruppo del Pd e l'Idv, assieme a Giuseppe Giulietti (Misto-art.21) stanno lavorando per cercare di tutelare noi ed il sistema.
Se non ci riusciremo, se non ci riusciranno, non ci resta altro che augurarvi Buona Fortuna.
Riccardo Tronci, dipendente appalti postali
lunedì 4 giugno 2012
Ermete Realacci
Ermete Realacci, come potete vedere nello screen shot delle firme, sottoscrive la nostra causa. Grazie Ermete!
Il tuo appoggio è molto importante!
La raccolta firme continua, il primo obiettivo quota 1000 è vicino, per cui sosteneteci, firmate e fate firmare!
Il tuo appoggio è molto importante!
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giovedì 31 maggio 2012
La nostra battaglia
Anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti. Credere di essere vittime, quasi le uniche, di una macchinazione o di un destino beffardo, è una tentazione forte a un mese dalla fine del nostro contratto di lavoro. La realtà credo sia differente. Le persone che perdono il lavoro oggi, in questo periodo schifoso in cui non contano curriculum, titoli di studio, abilità, passione, impegno, voglia di fare e di imparare, in cui non conta niente se non "ciò che comoda", sono vittime. Ma non credo vittime del sistema, piuttosto di chi non l'ha impedito. E' davvero strano non sentirsi oggi "classe" con tutti i lavoratori dipendenti, non sentirsi vicini a quelli che perdono il lavoro o sono precari, o guadagnano troppo poco, o sono costretti a lavorare al nero. La solidarietà, alcuni mi hanno detto, è roba d'altri tempi. Oggi chi chiede solidarietà per molti si sta piangendo addosso. Sono riusciti a demolire la solidarietà, in virtù di un dover essere macchine di se stessi, promotori di se stessi. Ti devi formare, investire su te stesso, commentarono alcuni l'articolo su L'Espresso, perdere il lavoro è normale, devi studiare, investire su te stesso e fare un altro lavoro.
Hanno reso la precarietà normale. E hanno giustificato, per inciso, migliaia di corsi di formazione per lo più inutili.Sono riusciti a demolire l'idea che la battaglia di un singolo è la battaglia di tutti. Ho scritto "è" e non dovrebbe perchè è così. Per cui la battaglia degli operai della Vynils è la nostra battaglia. La battaglia degli operai di Mirafiori è la nostra battaglia. La battaglia di Macao, per una cultura differente è la nostra battaglia.
E ringraziamo tutti quelli che ci hanno sostenuto, hanno firmato o firmeranno il nostro appello (firmate qui: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/), perchè ci hanno dimostrato che la nostra battaglia è la loro.
Grazie a tutti.
mercoledì 30 maggio 2012
E' evidente, abbiamo ragione
E' stata presentata una interrogazione parlamentare dagli onorevoli Giulietti ed Evangelisti, sulla situazione degli appalti postalli con un accento messo su noi dipendenti di Transystem (la trovate per intero qui: http://www.articolo21.org/2012/05/transystem-interrogazione-a-risposta-scritta-evangelisti-giulietti/).
E' molto simile nel testo alla precedente presentata dal solo on.Evangelisti, ma per quanto siano cambiate molte cose dal mese scorso a questo, le parole non tradiscono il senso definitivo: c'è o meno un orizzonte oltre giugno? Cosa succederà alla fine di questo appalto, saremo davvero in mano agli ammortizzatori sociali, senza un lavoro, per strada?
Lo stato, i sindacati, la politica, ci lasceranno tutti soli o c'è una alternativa? Attendiamo risposte.
La stessa cosa la chiede anche Gianfranco Venturi, consigliere regionale Pd in Toscana, nella sua interrogazione presentata due giorni fa in consiglio, e della stessa attendiamo sviluppi.
Nel frattempo la nostra raccolta firme-campagna di sensibilizzazione va avanti e raccoglie altri due testimonial molto importanti: Vittorio Agnoletto e Franca Rame. Siamo davvero felici della loro partecipazione, la presenza di tutte queste persone dalla nostra parte ci comunica non solo solidarietà, ma rafforza la nostra certezza di avere ragione. Siamo persone, il nostro posto di lavoro, in una repubblica fondata sullo stesso, come sancito dalla costituzione, deve essere difeso e non cancellato come un numero sulla lavagna in cambio di un risultato di profitto migliore!
Grazie a Vittorio e a Franca della firma!
Grazie a tutti voi che avete firmato!
E per chi non avesse firmato e fosse adesso tentato di farlo, eccovi il link: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/
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lunedì 28 maggio 2012
Il Trio con noi
Chi ti firma il nostro appello? Niente poco di meno che il trio più odiato da Sgarbi, il Trio Medusa, nella persona di Gabriele Corsi (il terzo da sinistra a destra nella foto).
Tramite mail ci spiegano che non potranno parlare di noi in trasmissione, che, purtroppo, le richieste di annunci simili, mi dicono, sono tantissime. Ma firmano la petizione e ci mandano un grosso in bocca al lupo.
Beh, grazie ragazzi, e crepi il lupo!
La raccolta firme va avanti, va avanti e va avanti. Ma se siete di quelli che pensavano: firmerò solamente dopo che il Trio Medusa lo avrà fatto, beh, eccoci qua. Il link è il solito: http://www.articolo21.org/2012/05/firma-lappello-no-al-licenziamento-dei-2000-lavoratori-transystem/#comments
venerdì 25 maggio 2012
Mauro e Debora con noi!

Debora Serracchiani ospita sulla sua bacheca di facebook il nostro appello ed ha aggiunto il suo nome a quello dei firmatari. Dopo aver incassato il sostegno di Paolo Ferrero siamo ben contenti di avere dalla nostra parte anche la bravissima Debora Serracchiani.
Grazie Debora!
Ma non solo. In questo numero di persone valenti troviamo anche uno dei disegnatori più apprezzati dalla nazione, uno dei pochi ad aver qualcosa da dire e a farlo con i pennelli: Mauro Biani. Anche a lui va tutta la nostra gratitudine per il sostegno.
La raccolta firme procede, con qualche lieve intoppo. Abbiamo avuto un piccolo problema con il filtro antispam che per fortuna è stato risolto celermente. Colgo l'occasione per rilanciare l'appello a chiunque non avesse firmato e lo volesse fare: Firmate! ;)
martedì 22 maggio 2012
Sul Tg3
Anche il Tg3 nel suo spazio on line si occupa di noi e della nostra protesta, lo fa presentando il video e il nostro appello: http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-95eda01d-d772-4fd4-b04d-84ebc74f9010.html?refresh_ce
Ringraziamo di cuore la redazione del Tg3 on line per averci reso protagonisti di una loro pagina.
venerdì 18 maggio 2012
Se si licenzia quando le aziende sono in attivo...
Oggi abbiamo incontrato presso la sede provinciale pistoiese del Pd il consigliere regionale Gianfranco Venturi ed il consigliere comunale, neoeletto con il massimo delle preferenze, Riccardo Trallori. Abbiamo spiegato la nostra vicenda, partendo dal lontano 1999, anno in cui l'attuale ministro Passera, allora ad di Poste Italiane, diede vita per la prima volta ai bandi di gara degli appalti postali, fino ad arrivare ad oggi, alla attuale semi-cessazione degli stessi. Abbiamo espresso le nostre perplessità, e il nostro estremo disagio davanti all'idea di rinunciare al nostro lavoro solo per vedere crescere ancora il profitto di Poste Italiane, a scapito, tra l'altro, di un servizio al cittadino in continuo peggioramento.
Venturi e Trallori ci hanno ascoltato attentamente ed hanno preso forte l'impegno di rilanciare la nostra causa a livello locale, regionale e nazionale. In consiglio regionale, ha assicurato Venturi, dopo la mozione recentemente approvata sulla questione dei tagli del personale delle poste, verrà riproposta una iniziativa rivolta anche alle aziende appaltatrici dei servizi, anch'esse fortemente penalizzate, e molto probabilmente anche il consiglio comunale, grazie a Trallori, si occuperà di noi a partire dalle prime battute. "Abbiamo espresso la nostra solidarietà ai lavoratori della Transystem non solo a difesa del loro posto di lavoro ma anche perché non si comprende come a fronte di una necessità, ovvero quella di assicurare il servizio postale efficiente sul territorio, da parte di Poste Italiane si continua a operare tagli indiscriminati al personale. Cio' avviene - sostengono Venturi e Trallori - peraltro in un momento in cui l'Azienda registra un significativo utile gestionale. Se si licenzia e si taglia anche quando le aziende sono in attivo, non si capisce quali logiche venga oggi gestita questa azienda preposta ad assicurare alla comunita' un servizio fondamentale".
giovedì 17 maggio 2012
Buona fortuna
Ieri abbiamo fatto la nostra prima comparsa sulla pagina facebook de L'isola dei cassintegrati, l'unico reality veramente reale (purtroppo).
E da qui approfittiamo per chiedere ai carissimi Michele Azzu e Marco Nurra: adottateci! Vogliamo essere tra i "vostri" lavoratori!
Il Popolo Viola ci ha dedicato un nuovo articolo ed ha pubblicato la nostra videolettera. E' un video artigianale, nessun attore tra questi verrà premiato con l'oscar, nessuno riceverà un compenso da milioni di euro, tutt'altro: sono tutti volti di chi, probabilmente, è destinato a perdere il lavoro di qui a un mese.Non siamo scoraggiati, non continueremmo a fare tutto il movimento di cui siamo capaci, continuiamo a pensare che possa esserci una soluzione, che possa bastare un vero e concreto impegno politico a risolvere la nostra situazione.
E se così non avesse da essere, se non altro vi avremo fatto fare due risate con la nostra interpretazione.
Per chi non l'avesse ancora visto, lo lasciamo qui sotto, con l'augurio di buona visione e con un conclusivo "buona fortuna" anche a voi ;)
mercoledì 16 maggio 2012
Lavoratori a rischio di estinzione
Articolo 21 pubblica oggi la nostra lettera con le nostre firme. Lo fa in prima pagina, dandoci anche buona visibilità. La trovate a questo link: http://www.articolo21.org/2012/05/lavoro-lappello-dei-dipendenti-della-transystem-siamo-a-rischio-di-estinzione/ oppure qui di seguito.
I lavoratori della Transystem, agenzia partner di Poste Italiane scrivono ad Art.21 un appello affinchè sulla loro vicenda vengano accesi i riflettori. Della politica, delle istituzioni, dei media. Una lettera firmata da tanti dipendenti per segnalare l’ennesima vicenda di crisi occupazionale
Carissimi lettori di Articolo21,
siamo lavoratori a rischio di estinzione. Chiariamo subito, per primissima cosa che NON siamo postini, nel senso che NON siamo dipendenti di Poste Italiane. E tuttavia “lavoriamo per conto di Poste” come si legge sui gilet catarifrangenti che dobbiamo indossare.
Siamo i dipendenti di Transystem, agenzia partner di Poste Italiane con circa 200 dipendenti nel settore, ovvero parte delle 3000 persone che a luglio perderanno il lavoro a causa di una decisione di Poste Italiane.
siamo lavoratori a rischio di estinzione. Chiariamo subito, per primissima cosa che NON siamo postini, nel senso che NON siamo dipendenti di Poste Italiane. E tuttavia “lavoriamo per conto di Poste” come si legge sui gilet catarifrangenti che dobbiamo indossare.
Siamo i dipendenti di Transystem, agenzia partner di Poste Italiane con circa 200 dipendenti nel settore, ovvero parte delle 3000 persone che a luglio perderanno il lavoro a causa di una decisione di Poste Italiane.
Da decenni Poste Italiane s.p.a. segue la via dell’esternalizzazione di alcuni servizi, come ad esempio il recapito delle raccomandate, tramite gara di appalto.
Attualmente stiamo lavorando all’interno dell’ultimo appalto vinto da Transystem S.p.a., risalente al giugno 2008, composto di 3 anni rinnovabili in uno, che scadrà il 30 giugno.
Il 20 Aprile Poste Italiane ha indetto i nuovi bandi di gara d’appalto, decidendo, purtroppo, di ridurre i lotti in gara da 91 del 2008 a 41. Nei 41 lotti previsti il carico di lavoro ed il fatturato sono diminuiti del 50% circa.
A livello nazionale questo significa che circa 2000 persone il primo di luglio perderanno il posto di lavoro.
Attualmente stiamo lavorando all’interno dell’ultimo appalto vinto da Transystem S.p.a., risalente al giugno 2008, composto di 3 anni rinnovabili in uno, che scadrà il 30 giugno.
Il 20 Aprile Poste Italiane ha indetto i nuovi bandi di gara d’appalto, decidendo, purtroppo, di ridurre i lotti in gara da 91 del 2008 a 41. Nei 41 lotti previsti il carico di lavoro ed il fatturato sono diminuiti del 50% circa.
A livello nazionale questo significa che circa 2000 persone il primo di luglio perderanno il posto di lavoro.
Siamo persone che da molti anni lavorano nel settore, alcuni perfino da 30, e come tutti, abbiamo sulle spalle mutui, famiglie, figli; siamo una valida risorsa competente ed efficiente che Poste ha addirittura certificato come fiore all’occhiello nel settore recapito tramite i propri ispettori, e proprio per questo non possiamo essere presentati come una rimessa per l’azienda.
Ci sentiamo smarriti.
Perdiamo il posto di lavoro senza una vera motivazione: Poste Italiane s.p.a. è una azienda di azionariato statale, che dovrebbe tutelare il lavoro, invece di ottimizzare il profitto, peraltro molto alto se si pensa che ha chiuso il 2011 con un utile dichiarato di 846 milioni di euro. Poste ha dichiarato ai giornali economici la propria soddisfazione per il bilancio e la conferma del trend positivo di crescita.
Poste Italiane è un’azienda sana in materia di bilanci, e tuttavia è bersagliata da continue interrogazioni parlamentari (323 in un solo anno) per il proprio malfunzionamento. Ci teniamo a sottolineare che una volta tagliati i nostri posti di lavoro i cittadini italiani si troveranno davanti a code ancora più lunghe agli sportelli, a pacchi smarriti, raccomandate arrivate in ritardo, bollette scadute e molto altro.
Un’azienda di servizi, che deve usare capitale umano per erogarli, non può pretendere di ragionare sul bilancio solo e solamente tagliando i costi del personale, non dovrebbe essere né accettato, né permesso.
Poste Italiane non ha deciso di tagliare per essere più competitiva nel mondo della globalizzazione, non ha deciso di investire in software (5000 uffici in crash solo due settimane fa hanno immobilizzato l’azienda), o persone, ha semplicemente deciso di tagliare per ottimizzare ancora di più i profitti, e a pagare saremo solamente noi dipendenti degli appalti postali, e, forse, anche qualche collega postino.
Ci sentiamo smarriti.
Perdiamo il posto di lavoro senza una vera motivazione: Poste Italiane s.p.a. è una azienda di azionariato statale, che dovrebbe tutelare il lavoro, invece di ottimizzare il profitto, peraltro molto alto se si pensa che ha chiuso il 2011 con un utile dichiarato di 846 milioni di euro. Poste ha dichiarato ai giornali economici la propria soddisfazione per il bilancio e la conferma del trend positivo di crescita.
Poste Italiane è un’azienda sana in materia di bilanci, e tuttavia è bersagliata da continue interrogazioni parlamentari (323 in un solo anno) per il proprio malfunzionamento. Ci teniamo a sottolineare che una volta tagliati i nostri posti di lavoro i cittadini italiani si troveranno davanti a code ancora più lunghe agli sportelli, a pacchi smarriti, raccomandate arrivate in ritardo, bollette scadute e molto altro.
Un’azienda di servizi, che deve usare capitale umano per erogarli, non può pretendere di ragionare sul bilancio solo e solamente tagliando i costi del personale, non dovrebbe essere né accettato, né permesso.
Poste Italiane non ha deciso di tagliare per essere più competitiva nel mondo della globalizzazione, non ha deciso di investire in software (5000 uffici in crash solo due settimane fa hanno immobilizzato l’azienda), o persone, ha semplicemente deciso di tagliare per ottimizzare ancora di più i profitti, e a pagare saremo solamente noi dipendenti degli appalti postali, e, forse, anche qualche collega postino.
La nostra condizione lavorativa è precaria già dal 19 marzo, giorno in cui Poste Italiane ha deciso unilateralmente di tagliare pezzo per pezzo il nostro carico di lavoro fino ad arrivare ad una riduzione del 40%, cosa che ha comportato ferie forzate, contratti di solidarietà e quant’altro, in tutte le sedi Transystem postali (Pistoia, Prato, Forlì, Modena, Trieste, La Spezia, Genova, Perugia, Mantova), come in tutte le altre realtà partner di Poste.
Ci teniamo a precisare che la società per cui lavoriamo si è sempre dimostrata corretta e sensibile alle nostre richieste, e che è forzata ad avere un atteggiamento meno flessibile per improvvise mancanze di entrate.
Ci teniamo a precisare che la società per cui lavoriamo si è sempre dimostrata corretta e sensibile alle nostre richieste, e che è forzata ad avere un atteggiamento meno flessibile per improvvise mancanze di entrate.
La Cgil, unitariamente agli altri sindacati ha da alcuni giorni iniziato un confronto con la dirigenza di Poste Italiane, intavolando una discussione che riguarda noi ed i colleghi postini, dipendenti, appunto “interni” di Poste Italiane. Non ci sono ancora notizie sull’andamento del confronto, essendo iniziato da poco, e tuttavia la nostra paura è quella di essere trattati come moneta di scambio tra sindacati e Poste in un accordo parziale (Poste non taglia alcun proprio dipendente, e i sindacati non si impuntano sui dipendenti degli appalti).
Vi chiediamo attenzione per portare la nostra vicenda sotto i riflettori, vi chiediamo aiuto perché dobbiamo insieme impedire di tagliare i posti di lavoro alle aziende in crescita, vi chiediamo attenzione per cambiare la rotta, per permetterci di continuare a svolgere, come sempre egregiamente, il nostro lavoro, mantenere le nostre famiglie ed evitare una situazione di crash al sistema postale nazionale.
I dipendenti di Transystem
Tronci Riccardo
Petrucci Riccardo
Pasquali Mirko
Berti Federico
Tavanti Ambra
Credi Cristian
Landi Raffaele
Argentieri Simona
Anfuso Serena
Anfuso Andrea
Silvestri Renato
Galione Tommaso
Cocchi Paola
Puglia Francesca
Colombo Alessandro
Della Gatta Ciro
Lucariello Mauro
Agosti Cristian
Bonifacci Simona
Castelletti Anna
Dall’acqua Sara
De Gaetano Maria Antonietta
Dilber Marko
Girotto Elisa
Mantovani Manuela
Pagani Giovanni
Pezone Teresa Anna
Tarpini Anita
Cosimetti Katia
Migno Emanuela
Cenciarelli Laura
Santosipirito Luca
Carvelli Salvatore
Balandina Tatyana
Zappacenere Rita
Ottaviani Bruno
Buffagni Massimo
Giustiniano Giuseppe
Tifoni Davide
Salzano Riccardo
Vassallo Giuseppe
Ragazzo Martino
Pellegrini Carmenio
Firenze Stefano
Bumbica Andrea
Dellavalle Luca
Chiarelli Franco
Sinisi Gino
Fioretti Claudio
Chiappari Massimo
Silvestri Gianni
Barbera Valerio
Scialletti Lisa
Nardon Erica
Sdraffa Marco
Rovere Francesco
Icardi Andrea
Marcheselli Angelica
Orlati Maurizio
Nicolucci Francesca
Casadei Davide
Casadei Daniele
Marinari Manuela
Bassan Paola
Vilanovic Paola
Bossi Mattia
Metellini Stefano
Fifaco Roberto
Debeljuc Marjana
Bassan Paola
Vilanovic Paola
Bossi Mattia
Metellini Stefano
Fifaco Roberto
Debeljuc Marjana
sabato 12 maggio 2012
Sto con chi rischia il posto di lavoro
Il vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, ha risposto al nostro appello con una lettera di vivida ed umana solidarietà e con una precisa ed immediata assunzione di impegno. Infatti ha immediatamente scritto una lettera al ministro Passera per chiedere una presa di posizione forte e a favore del lavoro, dei lavoratori.La sua lettera ha avuto immediato riscontro sui media locali, ed è stata pubblicata nella prima pagina dei giornali locali, il Tirreno e la Nazione (che titola "Sto con chi rischia il posto").
Nella sua lettera si legge:
La lettera che Le trasmetto evidenzia non solo il dramma umano della vicenda di questi lavoratori che stanno per perdere il posto di lavoro, ma anche il criterio economico e gestionale adottato da Poste Italiane s.p.a., azienda ad azionariato statale e dunque particolarmente impegnata a tutelare il bene umano e sociale del
lavoro.
Signor Ministro, chiedo il Suo interessamento ed il Suo intervento per questi lavoratori e per le loro famiglie, facendo presente che la loro situazione viene ad impattarsi con quella del territorio pistoiese, ormai al limite del collasso per la crisi gravissima dell’ Ansaldo Breda e di molte altre attività imprenditoriali, anche con
elevato numero di dipendenti, che hanno cessato l’attività e licenziato.
Vogliamo ringraziare il vescovo Mansueto Bianchi per la sua adesione al nostro appello, per le parole che ha rivolto al ministro e per quelle che ci ha scritto per confortarci. A lui va un forte saluto ed un sincero grazie.
martedì 1 maggio 2012
Buon primo maggio
Nell'edizione del giornale radio regionale di ieri 30 aprile, Controradio ha nuovamente parlato di noi, lasciando che spiegassimo la nostra attuale situazione per alcuni minuti. Ci chiedevano che primo maggio sarà per noi. Amaro, abbiamo risposto, amaro.
Da oggi comincia il conto alla rovescia dei due mesi, e sessanta giorni passano in fretta.
Ed è simbolico che sia il primo di maggio.
Saranno sessanta giorni in cui non ci stancheremo di ripetere senza retorica che il lavoro è un diritto ed un dovere, che il nostro lavoro è e rimane indispensabile per garantire i cittadini da un totale disservizio del sistema poste, che il nostro lavoro non può essere tagliato per aumentare i profitti di una classe dirigente miope e bieca che sta torturando l'intero paese, che in questo specifico caso non siamo d'accordo con il ministro Fornero: qui si tratta sia di tutelare il posto di lavoro che il lavoratore.
Se non avessimo creduto alla fondamentale utilità della nostra manodopera in un sistema nazionale postale allo sfascio, ce ne saremmo andati in silenzio, magari piangendoci addosso, chiedendo solamente un pezzetto di futuro allo stato.
E invece ci sentirete ancora gridare che questo è il nostro lavoro, lo difendiamo e lo difenderemo, fino alla fine.
Buon primo maggio a tutti voi.
lunedì 30 aprile 2012
tutti a Roma
Domani è il 1 Maggio.
E per noi avrà un sapore amaro, siamo lavoratori in scadenza, la data impressa sulle nostre teste lo ribadisce ogni giorno. Siamo prodotti quasi scaduti, che tra poco verranno tolti dagli scaffali.
E tutto questo accadrà nel silenzio.
Se si eccettuano i vari siti e i pochi giornali/giornalisti che noi stessi abbiamo contattato, se si eccettuano i pochissimi politici che si sono un poco interessati al caso, appare chiaro che il nostro è un parlare contro un muro.
Capiamo benissimo che in una terra dove la disoccupazione sta diventando un'agghiacciante abitudine, qualche manciata di persone sulla strada come noi non faccia notizia, non attragga l'attenzione, e tuttavia questo silenzio fa paura. E' il silenzio di chi ha ormai accettato la situazione, e crede che non sia più nemmeno logico combattere, è il silenzio del sindacato che non ha ancora fatto un comunicato degno di questo nome su di noi, è il silenzio delle istituzioni che lasciano a un gigante para-statale come Poste la libertà di fare e disfare a suo piacimento.
Ci tengo a precisare per inciso, visti alcuni commenti a giro per il web, che noi NON siamo dipendenti postali, ma dipendenti di Transystem, azienda privata che tra le sue attività ha anche il settore degli appalti postali. Di questo si parla, del settore degli appalti postali, e NON dei paventati 12000 esuberi di Poste, quello è un altro campionato, un altro sport, un altro campo da gioco e già seguito da moltissime persone e voci.
Noi siamo sempre stati i fanalini di coda di Poste, quelli che facevano e fanno il lavoro più "sporco", senza alcun diritto a sbagliare, e forse proprio per questo nessuno parla di noi. Quando protestano i fanalini di coda non hanno una voce abbastanza grande. E tuttavia ci metteremo tutta l'anima nelle nostre corde vocali, senza piangerci addosso.
Per cui lancio da qui l'appello a tutte le agenzie di recapito partner di poste, a tutti i dipendenti degli appalti postali: mandate i vostri delegati a Roma il 2 maggio, alla riunione nazionale degli rsu degli appalti postali!
Da quella riunione (Roma, 10.00 a.m. presso la sede della Cgil) credo emergerà una manifestazione nazionale, uno sciopero, ma non dobbiamo fermarci lì. Dobbiamo martellare quotidianamente, fare volantinaggi, manifestazioni, attrarre l'attenzione su di noi.
Insieme, uniti, non saremo più invisibili.
domenica 22 aprile 2012
due righe per spiegare
Giusto due righe per chi volesse chiarimenti in merito al post-epitaffio precedente, che voleva, per l'appunto, essere sintetico. Poste Italiane ha bandito le gare di appalto: sono presenti 41 lotti contro i 91 di soli quattro anni fa. I 41 lotti banditi prevedono una diminuzione della quantità di lavoro/fatturato del 40% circa. Il che significa che nemmeno nelle città in cui la gara verrà espletata si potrà gridare di gioia, anzi.
Per quanto riguarda Transystem ed i suoi dipendenti nello specifico, solo due città hanno l'opportunità di una nuova gara, e sono Genova e Mantova. Nel totale, se la cifra di tremila lavoratori nell'appalto postale è giusta, direi che all'incirca perderanno il posto di lavoro 2000 persone.
Sarebbe bello capirne il perchè. Poste Italiane ha diramato una nota in cui emerge la chiusura positiva dell'ultimo anno per 846 milioni di euro, l'andamento totale positivo dell'azienda, il trend positivo di inizio anno, e l'impennata registrata nel settore assicurativo e finanziario. Unica debacle sembrerebbe il settore recapito, che registra un -5% (wow che perdita), che tuttavia è dovuto, dicono loro stessi, all'introduzione della raccomandata on line (prodotto Poste Italiane) e della Posta Certificata (sempre un prodotto di Poste Italiane).
Il quadro si fa ancora più complesso se si considera che questa azienda, solida, che conferma un trend positivo nonostante la crisi, avrebbe deciso di tagliare oltre al volume degli appalti, ben 12000 portalettere.
La cosa assurda è il totale silenzio dello stato. Non esiste un garante, un qualcuno che possa in qualche modo fermare questa follia?
Beh, se c'è è proprio a lui che ci rivolgiamo.
Guardateci. Siamo persone, non cose. Siamo persone con famiglie alle spalle, abbiamo figli, anche molto piccoli in alcuni casi. Alcuni di noi sopportano il peso di un paese in crisi con un solo reddito. Molti di noi hanno da pagare il mutuo, ed altri ancora faticherebbero molto a reinventarsi un lavoro, quando il proprio lo sapevano fare, e bene. Siamo persone che non sapranno nemmeno in nome di cosa perderanno il lavoro.
Siamo persone che non sapranno rammaricarsi di avere sbagliato, che non potranno dare la colpa alla crisi, che non godranno nemmeno del diritto di raccontare un perchè.
Siamo semplicemente calpestati, umiliati da un'azienda che uccide le persone e la qualità del proprio lavoro in nome del profitto.
Guardateci, vi ripetiamo, siamo persone.
Ho smarrito il lavoro
Venerdì
20 Aprile ho smarrito il mio lavoro.
Era da molti anni che lo facevo, è vecchio,
per cui potreste trovarlo disorientato. E’ fatto di motorini e furgoni bianchi
a scritte nere e verdi, colmi di buste, giornali e raccomandate, e di pioggia,
vento, neve, sole e mal di testa. Chi lo trovasse è pregato di chiamarmi subito, per me è molto
importante, ormai ci sono affezionato e se non altro mi permette di arrivare a
fine mese.
Dopo anni di
positiva collaborazione, Poste Italiane ha unilateralmente deciso di
interrompere ogni rapporto con alcune agenzie partner.
3000 persone con un
nome, un cognome e una vita, proveranno a sopravvivere sei mesi con la
disoccupazione, e poi...
Continua su truppedappalto.blogspot.com
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